|
24.02.08 Mte Forcellina (3087 mt): “Ros, Meudio, Jonny and Mattia”
"BATTESIMO DI FUOCO IN CRESTA E VERTIGINI QUASI DOMATE.........."
 Cronaca di un’uscita sci-alpistica, che ha sancito la mia iniziazione alle pelli di foca, che ha proclamato incoscienti gli accompagnatori Mattia, Jonny e Meudio. Il ritrovo è fissato per le 7:15 in località Vallaccia dove, da subito, si chiariscono i ruoli: Mattia e Jona spingono per affronare la salita che porta i cresta al mte Forcellina (3087 s.l.m.), io e Meudio opponiamo qualche resistenza. La scusa è il timore, piuttosto infondato visto le ottime condizioni niveo-meteo, di vedere stroncate le nostre giovani ossa sotto una valanga.

Il coraggio e l’incoscienza di fronte alla prudenza e ad alla responsabilità? Macchè, sono le sette de mattino, Meudio e Ros hanno da poche ore tolto gli sci dai piedi e ancora meditano sulle ragioni che li hanno portati ad alzarsi ad orari che sarebbero insoliti anche per i giorni feriali Si parte alla volta della cresta…siamo i primi di giornata ad affrontare la salita. Mattia scandisce il passo, sicuro e deciso, ad ogni sosta Jona ripete il suo stupore nel trovare una neve tanto compatta, e dei compagni di avventura tanto timorosi............................. (CONTINUA QUI SOTTO IN "Leggi tutto") ...........


L’avvicinamento procede regolare e senza intoppi, seguendo le tracce già percorse da altri prima di noi. In lontananza piccole sagome nere ripercorrono i nostri passi. Ormai dalla vetta ci separa solo l’ultima parete, che si presenta subito in tutta la sua difficoltà: una vallecola incorniciata da entrambi i lati da qualche affioramento roccioso e ricoperta da uno manto di neve vergine spesso più di metro: il nostro Hillary’s step!!!!
 Mattia procede irriverente lungo la vallecola con tagli brevi e cambi di direzione rapidi, Meudio sceglie la via in apparenza più stabile, ma non più agevole che viene offerta dagli spunti di paragneiss che emergono dalla neve. Jona lo segue, Ros dietro. Sci in mano, piedi affondati nella neve, mani a trovare appiglio tra le roccette, occhi fissi alla vetta. Al passaggio dei tre la via si fa sempre meno agevole. Mattia osserva dall’alto. Raggiungiamo la cima del Monte Forcellina, spartiacque tra la Val di Foscagno e la Vallaccia, come un sollievo, lo sguardo si perde in ogni direzione, lascia senza fiato mentre una fredda brezza ci accarezza le gote, ma non può nemmeno fare a meno di concentrarsi su quelli che saranno i prossimi passi. Il meno è fatto………

Percorrere la cresta mi toglie il fiato: e’ l’immenso che si offre ma non si lascia comprendere, è il senso di precarietà, la paura di poter perdere ogni cosa, ad ogni istante. Da le vertigini, a tratti procedo a carponi, avvinghiata alle rocce con i miei compagni di avventura che mi rassicurano con presa solida dandomi la forza e la spavalderia di non guardare giù e andare avanti, passo dopo passo……...

La nostra camminata sul filo della cresta termina nel campo base che sarà la partenza della discesa, ci accolgono alcune sagome note e un sospirone di sollievo mi convince che stavolta viceversa il più è stato fatto, almeno penso………. La discesa invece mi riserva ancora delle grandi emozioni: è come una lunga danza, ora leggera, ora faticosa. Giù dal Forcellina, ad affiancare la strada del Foscagno e poi giù di nuovo in mezzo ai boschi, tra salti e curve infinite a zig-zag, fino a casa a Semogo, dopo un dislivello di più di 1500 metri per concludere stremata un vero battesimo di fuoco………...Ros Copyright Sajot 2008 by "Ros" (Testi), "Meudio Sajot & Ros" (Foto and Printing) |